{"id":1720,"date":"2017-02-11T17:39:05","date_gmt":"2017-02-11T16:39:05","guid":{"rendered":"http:\/\/preferenzeavanzate.net\/lerose\/?p=1720"},"modified":"2017-05-22T15:58:16","modified_gmt":"2017-05-22T13:58:16","slug":"le-rose-antiche-italiane-dalla-prospettiva-anglosassone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/igiornidellerose.it\/main\/le-rose-antiche-italiane-dalla-prospettiva-anglosassone\/","title":{"rendered":"Le rose antiche italiane dalla prospettiva anglosassone"},"content":{"rendered":"<p><em>Perch\u00e9 gli Italiani sono cos\u00ec fissati con le rose straniere? Nell&#8217;articolo che segue, scritto dal grande rodologo inglese Charles Quest-Ritson, viene rivolto un appello accorato per un approfondito apprezzamento delle rose create in Italia dai nostri grandi ibridatori.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 curioso notare che, dopo questo intervento di Quest-Ritson, un altro signore inglese (residente in Italia) ha passato diversi anni ricercando le meravigliose rose create in Italia e per lo pi\u00f9 sconosciute agli italiani.<\/em><\/p>\n<p>Da leggere:\u00a0<strong>&#8220;LE ROSE ITALIANE&#8221; di ANDREW HORNUNG<\/strong><\/p>\n<p>La prima considerazione che voglio fare \u00e8 quella relativa al bisogno che avete, secondo me, voi italiani, di una cultura veramente italiana riguardo alle rose.\u00a0Sono convinto che voi italiani dovete capire meglio la vostra importante tradizione di coltivare e di ottenere le rose, e non inginocchiarvi davanti alle tradizioni di inglesi,\u00a0americani, francesi o tedeschi.\u00a0Quando trovo un vivaio toscano con una lista di 400 rose tutte prese dal Peter Beales in Inghilterra, io sospiro. Penso alla maniera in cui il Beales ha selezionato questa sua lista per il clima inglese, un clima dove non c&#8217;\u00e8 sole, e non c&#8217;\u00e8 quasi mai neanche la neve. Poi penso alle rose italiane: le cinesi dell&#8217;Ottocento, gli ibridi di Rosa banksiae dei Mansuino. E sono convinto che dovrete creare uno stile di pensare alle rose italiano, italianissimo.\u00a0Walter Branchi ha fatto molto. Ha identificato, salvato. propagato e introdotto di nuovo tantissime vecchie qualit\u00e0 di rose. Lui ha capito l&#8217;importanza di capire le vostre tradizioni storiche, e dovrete conoscere quali siano le rose pi\u00f9 adatte alle condizioni italiane.<\/p>\n<p><strong>A PROPOSITO DI LIBRI<\/strong><\/p>\n<p>Parliamo dei libri. Quasi tutti i libri che voi leggete sono inglesi.\u00a0C&#8217;\u00e8 il &#8220;Graham Thomas&#8221; &#8211; adesso tradotto in italiano. Il Thomas non conosceva affatto il mondo oltremanica. E&#8217; andato una sola volta, per un week-end, a Parigi, nel 1951, e non gli \u00e8 molto piaciuto.\u00a0C&#8217;\u00e8 il &#8220;Peter Beales&#8221;, molto bravo, ma scrive per un pubblico inglese.\u00a0Ci sono il &#8220;David Austin&#8221;, ed il &#8220;Phillips e Rix&#8221;, tutti grandi amici miei e tutti&#8230; inglesissimi. Voi avete bisogno di una tradizione forte indigena italiana riguardo ai libri sulle rose. Dovreste abbandonare la vostra credenza che gli anglosassoni sanno meglio. E un nuovo Stelvio Coggiati, il migliore ambasciatore per la scena italiana che mai avete avuto. E&#8217; la stessa cosa, come con la scelta e la coltivazione delle rose. La rosa &#8216;Graham Thomas&#8217; da noi \u00e8 un arbusto, uno metro di altezza. Nei climi caldi, \u00e8 rampicante, alta tre o quattro metri. Se io cerco un punto di vista mediterraneo, devo comprare un libro o californico o australiano. Dove sono i grandi scrittori italiani? Perch\u00e9 non trovo dei begli studi della rosa italiani? O patria vostra, la gloria non vedo.<\/p>\n<p><strong>LA STORIA DELLE ROSE IN ITALIA<\/strong><\/p>\n<p>La storia delle vostre rose \u00e8 nobile e lunga. E&#8217; una storia orgogliosa. Qualche anno fa, l&#8217;Associazione Italiana della Rosa ha pubblicato un articolo fatto da un certo Cib\u00f2 intorno all&#8217;anno 1540. Da questo studio sappiamo &#8211; anche se abbiamo alcuni dubbi &#8211; che nel 1550 c&#8217;era gi\u00e0 in Italia la Rosa Mundi (Rosa gallica &#8216;Versicolor&#8217;) e la rosa &#8216;Portland&#8217;.\u00a0Il problema \u00e8 che questo articolo \u00e8 sconosciuto fuori d&#8217;Italia.\u00a0Poi c&#8217;era il Giovanni Battista Ferrari che scriveva il suo libro botanico nell&#8217;anno 1630. Lui ci offre la prima descrizione della Rosa damascena &#8216;Bifera&#8217; &#8211; la detta &#8220;rosa di ogni mese&#8221;. Non \u00e8 la rosa &#8216;biferae&#8217; di Paestum, della quale scrive il Virgilio. Quella rosa non esiste pi\u00f9. Non possiamo identificare nessuna rosa con certezza dal tempo antico romano. Prima del 1400, non troviamo nei vecchi disegni rose che conosciamo adesso. La storia antica \u00e8 una fantasia. Senz&#8217;altro queste rose esistevano, ma non possiamo dire che esistono ancora.\u00a0Dovrete poi conoscere la storia delle centinaia di rose cinesi allevate in Italia all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento. La pi\u00f9 famosa \u00e8 la &#8216;Manetti&#8217;, che si usa anche oggi come innesto.<\/p>\n<p><strong>AICARDI, MANSUINO, CAZZANIGA, BARNI<\/strong><\/p>\n<p>Passiamo ai tempi moderni: chi si ricorda del Domenico Aicardi? Era sindaco di SanRemo negli anni fascisti. Non ha creato l&#8217;industria della floricultura ligure, ma ha contribuito al suo sviluppo. I suoi ibridi &#8211; le rose ottenute dai suoi incroci &#8211; hanno avuto un grande successo, una fama internazionale. La sua &#8216;Signora Piero Puricelli&#8217; \u00e8 uscita nel 1936, anche negli Stati Uniti, dove c&#8217;era gi\u00e0 prima dell&#8217;ultima guerra un sistema di brevettare le rose. Anche &#8216;Eterna Giovinezza&#8217;, del 1937, \u00e8 venduta bene.\u00a0Poi dopo la guerra l&#8217;Aicardi ha scritto un libro &#8216;Le rose moderne&#8217; (1951) forse il pi\u00f9 interessante studio della rosa dell&#8217;ultimo secolo &#8211; in tutte le lingue. A tutto d\u00e0 una prospettiva italiana di grande interesse attuale. Allora, di nuovo vi chiedo, dove sono gli Aicardi dei giorni nostri?<\/p>\n<p><strong>TRA I DISCEPOLI DELL&#8217;AICARDI C&#8217;ERANO I MANSUINO E I CAZZANIGA<\/strong><\/p>\n<p>I Mansuino hanno introdotto uno squisito ibrido della Rosa banksiae che fiorisce continuamente per tutto l&#8217;anno &#8211; la &#8216;Purezza&#8217; &#8211; nel &#8217;61. E&#8217; una rosa importantissima: questa &#8216;Purezza&#8217; era la progenitrice di una razza di piccoli arbusti, molto rifiorenti e resistenti alla siccit\u00e0 &#8211; cio\u00e8 alla mancanza d&#8217;acqua &#8211; le dette &#8220;rose mansuine&#8221; &#8211; come &#8216;Generosa&#8217; (1964). Sono sconosciute fuori dall&#8217;Italia; direi quasi dimenticate anche qui.\u00a0Poi c&#8217;era il Giuseppe Cazzaniga, lombardo, morto nel 1970. Ha introdotto oltre 50 nuove rose.\u00a0La sua &#8216;Rose of Life&#8217;, un ibrido di t\u00e8 rosso, ha vinto il premio della &#8220;rosa dell&#8217;anno 1965&#8221; ed \u00e8 stata proclamata &#8220;la pi\u00f9 bella rosa d&#8217;Italia&#8221;. L&#8217;anno dopo \u00e8 venuta &#8216;Tiziana&#8217;, di colore rosa, che ha vinto gli stessi premi a Monza.\u00a0Adesso chi le coltiva?\u00a0II professor Fineschi senza dubbio, ma chi altro? Sono queste le rose che affrontano l&#8217;estinzione, non quelle belle dell&#8217;Ottocento che hanno molta popolarit\u00e0 e sono sempre disponibili nei vivai.\u00a0Parliamo adesso dei Barni. I Barni sono beni nazionali. Si vede il vivaio, almeno l&#8217;ufficio, dall&#8217;autostrada, andando da Firenze verso Pisa. Tra le loro prime novit\u00e0 erano i gemelli &#8216;Castore&#8217; e &#8216;Polluce&#8217;, usciti nell&#8217;87, che fioriscono continuamente. Sono arbusti, molto simili ai vecchi Hybrid Musks &#8211; ibridi di moschata &#8211; del Pemberton. Il &#8216;Rinascimento&#8217; di Barni era di gran lunga la migliore rosa strisciata nel mondo quando \u00e8 stata introdotta nell&#8217;89. E &#8216;Rosita Missoni&#8217;, uscito nel &#8217;98, ha delle bellissime striscie di rosso e giallo. Poi i Barni hanno introdotto una miriade di rose che combinano la forma e il profumo delle rose vecchie con il vigore e il carattere di rifiorire delle moderne. Tra loro forse i migliori sono &#8216;Stile &#8216;800&#8217; (1999) e &#8216;Bella di &#8216;Todi&#8217; (2000). L&#8217;ottenimento delle nuove rose adesso \u00e8 la responsabilit\u00e0 di Beatrice Barni, giovane, bella, e bravissima ibridatrice. Ha gi\u00e0 prodotto degl&#8217;ibridi di t\u00e8 di un vigore e di una grandezza incredibili, con fiori di 20 cm di diametro. Produce ogni anno oltre 60.000 piantine sementi, tanto che i Barni sono tra i pi\u00f9 grandi ibridatori del mondo. Ma poco conosciuti all&#8217;estero.<\/p>\n<p><strong>I CONCORSI DI ROSE NUOVE IN ITALIA<\/strong><\/p>\n<p>I concorsi internazionali a Monza occupano una sola giornata. E&#8217; una bella riunione, con molta pubblicit\u00e0. C&#8217;\u00e8 sempre una madrina, quasi sempre un&#8217;attrice, famosa per essere famosa. I giudici non sono tutti esperti delle rose.\u00a0In Inghilterra e negli Stati Uniti, lo facciamo in modo molto differente. Le prove continuano per tutta la stagione. Dalla Royal National Rose Society le rose sono valutate da una ventina di giudici. Ognuno &#8211; ogni giudice &#8211; deve visitare e valutare le rose ogni tre settimane &#8211; 6 o 7 giudici ogni settimana &#8211; dall&#8217;inizio della nostra stagione (alla fine di maggio) all&#8217;inizio di ottobre. Questo continua per tre anni. Ci sono oltre 200 qualit\u00e0 inedite all&#8217;anno, quindi ci sono oltre 600 in totale.\u00a0Negli Stati Uniti c&#8217;\u00e8 un altro elemento &#8211; il fatto che il clima americano \u00e8 di una variabilit\u00e0 enorme, come quella di tutta l&#8217;Europa, da Mosca a Palermo a Dublino. Quindi le rose nuove sono messe alla prova in 26 giardini, dalla Florida, al\u00a0Minnesota, all&#8217;Arizona. Anche voi avete bisogno di altre prove in altre regioni.\u00a0Il sistema americano \u00e8 molto rigoroso:forse tre o quattro rose ogni anno arrivano alle All-America Rose Selections.<\/p>\n<p><strong>I ROSETI ITALIANI<\/strong><\/p>\n<p>Parliamo dei vostri giardini di rose. Avete bei giardini. Famoso \u00e8 il roseto di Monza, alla Villa Reale. Il roseto fiorentino ha una bella situazione, ma poche rose e anche pochi cartellini. Il roseto di Roma \u00e8 migliore, ma l&#8217;annuario dell&#8217;Associazione Italiana della Rosa non pubblica mai i risultati delle prove romane.\u00a0Poi ci sono rose belle nei giardini famosi come Ninfa a Latina, e La Landriana, non tanto lontana da Ninfa, dove la Marchesa Taverna ha piantato tutta una collina di una sola qualit\u00e0, la famosa rosa &#8216;Mutabilis&#8217;. All&#8217;inizio di maggio \u00e8 una vista senza paragoni. Ci sono rose vecchie anche a Villa Hanbury alla Mortola, vicino a Ventimiglia. Ma La Mortola, almeno secondo me, ha dei problemi enormi con la mancanza di &#8216;know-how&#8217; fra gli impiegati del giardino.\u00a0L&#8217;unico roseto italiano d&#8217;importanza, l&#8217;unico di fama internazionale, l&#8217;unico per il quale facciamo una visita particolare in Italia \u00e8 quello del professor Fineschi, il roseto botanico &#8216;Carla Fineschi&#8217;. E&#8217; la pi\u00f9 grande collezione privata di rose nel mondo. Questo giardino \u00e8 di una importanza non solo italiana ma internazionale. E&#8217; il giardino di rose moderne pi\u00f9 importante nel mondo. Merita d&#8217;essere dichiarato patrimonio mondiale Unesco. Appartiene a voi, fa parte del vostro patrimonio. Dovreste visitarlo, conoscerlo, studiarlo, goderlo, conservarlo, difenderlo, salvarlo, amarlo. La responsabilit\u00e0 \u00e8 vostra. Il mondo vi aspetta.<\/p>\n<p><strong>POSCRITTO<\/strong><\/p>\n<p>Devo aggiungere un piccolo avviso. Dovete sostenere anche l&#8217;Associazione Italiana della Rosa. Non dovete permettere che si possa aprire un abisso tra coloro che sono per le rose antiche e coloro che preferiscono quelle moderne. Sono differenze di moda, non di sostanza.\u00a0In Inghilterra c&#8217;\u00e8 snobismo fra &#8220;la gente per bene&#8221; tutta schierata per le rose vecchie e contro le rose moderne. Il fatto fondamentale \u00e8 che tutte le rose sono belle; tutte danno piacere; tutte sono d&#8217;interesse. S\u00ec, l&#8217;Associazione Italiana della Rosa non \u00e8 perfetta; ma la natura umana \u00e8 imperfetta. Invece la natura della rosa \u00e8 divina.<\/p>\n<p><strong>CHARLES QUEST-RITSON<\/strong> vive in Inghilterra dove \u00e8 nato e svolge la professione di scrittore. E&#8217; tra i fondatori della societ\u00e0 inglese per le rose antiche &#8211; The Historic Roses Group &#8211; di cui \u00e8 stato il primo segretario. La moglie, Brigid, \u00e8 l&#8217;attuale presidente della Societ\u00e0, un gruppo che conta circa 800 soci.<\/p>\n<p><strong><em>Ringraziamo cordialmente l\u2019Ass. Orticola del FVG \u201cTra Fiori e Piante\u201d per averci concesso la pubblicazione di questo articolo, tratto dagli atti del convegno \u201cLe Rose del Montefeltro\u201d,\u00a0peraltro reperibile nel loro sito:\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/www.trafioriepiante.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong><em>www.trafioriepiante.it<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 gli Italiani sono cos\u00ec fissati con le rose straniere? Nell&#8217;articolo che segue, scritto dal grande rodologo inglese Charles Quest-Ritson, viene rivolto un appello accorato per un approfondito apprezzamento delle rose create in Italia dai nostri grandi ibridatori. 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